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eduardo EDUARDO DE FILIPPO
Eduardo De Filippo nasce il 24 maggio del 1900, figlio naturale dell’attore Eduardo Scarpetta e di Luisa De Filippo.....
titina TITINA DE FILIPPO
Figlia naturale del commediografo Eduardo Scarpetta e di Luisa De Filippo, sorella maggiore di Eduardo e Peppino,.....
peppino PEPPINO DE FILIPPO
Figlio del commediografo Eduardo Scarpetta e fratello di Eduardo e Titina, debuttò sui palcoscenici sin da bambino. Dopo varie esperienze.....
Figlia naturale del commediografo Eduardo Scarpetta e di Luisa De Filippo, sorella maggiore di Eduardo e Peppino, dopo aver frequentato le scuole tecniche debuttò sui palcoscenici da bambina. Raggiunse il successo a 31 anni, quando recitò durante la stagione 1929-1930 al Teatro Nuovo di Napoli nella Compagnia Stabile Napoletana Molinari diretta da Enzo Aulicino, accanto a Totò, suo coetaneo. Nel 1931 fondò insieme ai due fratelli il famoso Teatro Umoristico I De Filippo che debuttò il 25 dicembre con la commedia Natale in casa Cupiello, scritta da Eduardo. Da allora li seguì ininterrottamente, costituendo una parte decisiva nei loro successi e distaccandosene momentaneamente soltanto nel 1939, quando apparve insieme a Nino Taranto nella rivista Finalmente un imbecille, scritta da Nelli e Mangini.

Nel 1945, quando Eduardo e Peppino si divisero per i noti contrasti o insofferenze, rimase insieme al primo, che formò con lei la Compagnia di Eduardo e dove conobbe autentici trionfi con Napoli milionaria (1945), Filumena Marturano (1946), scritta appositamente per lei, e Questi fantasmi (1947). Scioltasi la compagnia nel 1951, decise di ritirarsi dalle scene, in seguito a gravi problemi di salute, per dedicarsi alla pittura e al cinema, come caratterista gustosa e come sceneggiatrice e dialoghista (sul grande schermo aveva debuttato piuttosto tardi, insieme con i due fratelli, nel 1937), vincendo anche un Nastro d'Argento nella stagione 1951-1952 per la migliore sceneggiatura di Due soldi di speranza diretto da Renato Castellani. Tra gli altri, lavorò con Alida Valli, Anna Magnani, Alberto Sordi, Marcello Mastroianni, Sylva Koscina e Ugo Tognazzi; comparve inoltre nel 1956 in un documentario diretto dal critico cinematografico Giulio Cesare Castello, Il museo delle voci. Da tempo sofferente di una malattia al cuore, si ritirò definitivamente nel 1959: due anni dopo è costretta a rifiutare un invito di Vittorio De Sica per partecipare come guest-star al film Il giudizio universale (1961). Subito dopo la sua morte, a 65 anni, lo stesso De Sica le dedica nei titoli di testa il film Matrimonio all'italiana (1964), trasposizione di Filumena Marturano. Sposata dal 1922 con l'attore Pietro Carloni, ebbe da lui il figlio Augusto (1923-1997) il quale lavorò saltuariamente nel cinema come aiuto regista e sceneggiatore, e pubblicò nel 1984 una biografia della madre.